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UNO SFRATTO OGNI 224 FAMIGLIE
Questa è la quotidianità nella nostra città

Il mercato degli sfratti
Accanto a casa nostra continuano ad aprire birrerie, ristoranti, sale slot, centri scommesse e caffè alternativi, gallerie d’arte private, mentre aumentano gli affitti per appartamenti e piccoli locali commerciali.

La realizzazione di una metropolitana, l’abbellimento di una strada o l’apertura di locali per la movida, fanno crescere i prezzi di mercato degli immobili e molti proprietari decidono di aumentare i canoni di affitto dei loro appartamenti. D’altra parte, i contratti precari, i licenziamenti e la cassa integrazione rendono sempre più difficile riuscire a pagare un affitto.
Chi non riesce più a sostenere il costo della vita nel quartiere è costretto ad andarsene.

Non chiediamo l’impossibile, costruiamo il possibile
In questo processo lo Stato e le amministrazioni locali giocano un ruolo fondamentale: da un lato trasformano i territori in grandi vetrine commerciali, dall’altro non sono assolutamente in grado di ricoprire la propria funzione “sociale” e di mediazione. Gli edifici di proprietà degli enti pubblici vengono svenduti o ceduti a società private, i residence, individuati come soluzione temporanea all’emergenza abitativa, sono in dismissione e non c’è nessun piano di edilizia pubblica. Solo la prefettura ha voce in capitolo sulla questione. Inutile, in questo periodo di crisi, appellarsi ai vari assessori di turno che rappresentano delle istituzioni non in grado di dare risposte al problema. In Italia e a Roma si parla di “emergenza abitativa” da quasi cinquant’anni, ma non si è fatto nulla per risolvere realmente il problema e l’ultimo Piano Casa non è da meno. L’housing sociale e l’edilizia convenzionata portano nei quartieri altro cemento e soldi ai soliti costruttori e speculatori, piuttosto che dare casa a chi non ce l’ ha. Nessun accenno al blocco immediato degli sfratti, alla tassazione dello sfitto o all’ autorecupero di metri cubi di edifici abbandonati. L’unica realtà è l’ art.V che, togliendo acqua, luce e gas a chiunque occupi una casa, attacca chi prova ad autorganizzarsi.

In questo scenario evidentemente gli sfratti continueranno ad aumentare, ma i nostri picchetti, al fianco di chi decide di resistere e lottare, saranno sempre più numerosi e partecipati per rinviare il più possibile ogni sfratto esecutivo.

Per lottare con forza contro la prepotenza del mercato e delle istituzioni complici, l’unica possibilità che ci resta è mettere insieme le forze per evidenziare le contraddizioni di chi vive nel quartiere, imparando a conoscerci per organizzare insieme un piano di mutuo appoggio non fondato sul profitto economico. Una comunità solidale in lotta.

Resistiamo agli sfratti estendendo la solidarietà

Rete Antisfratto Roma est

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