CONTRO SPECULATORI E PALAZZINARI! BASTA SFRATTI E SGOMBERI!

Gli ultimi mesi a Roma sono stati rivelatori di quello che è il piano per questa città, chiarissimi sono gli interessi in campo: quelli di speculatori, palazzinari e padroni di vario tipo difesi dalle istituzioni locali, dal municipio e dalle forze dell’ordine. Chi ci rimette sono gli abitanti dei quartieri periferici che subiscono il taglio dei servizi, la chiusura degli spazi di socialità, l’aumento dei canoni d’affitto e la militarizzazione dei territori che serve a dare applicazione a leggi antipopolari e a misure giudiziarie inique.

Assistiamo da mesi all’aumento a dismisura degli sfratti, eseguiti brutalmente con l’utilizzo dell’enorme disponibilità di forze di polizia che il Giubileo ha concentrato nella città di Roma: intere strade chiuse al traffico da militari e celere, cariche e pestaggi, con il solo scopo di sbattere una famiglia fuori di casa. Tutto ciò malgrado nella maggior parte dei casi chi viene sfrattato rientri nella categoria della “morosità incolpevole”, cioè non possa più permettersi di pagare l’affitto per motivi fuori dalla sua volontà (perdita del lavoro, malattia etc). Una situazione di difficoltà comune a molte persone che incontra solo la repressione e il menefreghismo delle istituzioni. Il Municipio continua a ripetere di avere le mani legate, giocando a un comodo scaricabarile.

A questo si aggiungono le lettere di “diffida e costituzione in mora” che l’Ater sta inviando a diversi inquilini delle case popolari, con il fine evidente di giungere agli sgomberi e alla cartolarizzazione (vendita) dei lotti. Vi è inoltre una legge in corso di approvazione alle Camere per effetto della quale si dà facoltà alle banche di pignorare automaticamente una casa in seguito al pagamento in ritardo di 18 rate anche non consecutive del mutuo.

La situazione che si prospetta non mette nessuno al riparo dal dramma di perdere la casa: il rischio c’è sia per chi accende un mutuo, sia per chi stipula un contratto d’affitto, sia per chi riesce, dopo lunghi anni di attesa, ad ottenere una casa popolare.

Ma possiamo opporci insieme a queste ingiustizie. In un periodo di estrema difficoltà, infatti, si sono avute comunque delle vittorie, seppur piccole e parziali. Mentre i movimenti per il diritto all’abitare continuano a dare battaglia sull’applicazione della delibera per l’emergenza abitativa, lo scorso 8 marzo la Rete antisfratto Roma est e solidali sono riusciti a strappare nel quartiere di Centocelle un rinvio di 6 mesi per Nella, una signora di 88 anni che rischiava di finire in mezzo alla strada malgrado continui a pagare
l’affitto al proprietario di casa che ha deciso di non rinnovarle il contratto. Il giorno successivo è stato sfrattato Ahmed con le modalità che abbiamo tante volte raccontato, ma grazie al percorso di lotta intrapreso ha potuto garantire un tetto a sé e alla propria famiglia per diversi mesi prima dell’intervento delle forze dell’ordine.
Riteniamo questi timidi segnali un’indicazione, nella convinzione che solo la lotta paga e che se si saprà fare fronte comune si dovrà costringere chi sta imponendo a Roma e al Paese una camicia di forza asfissiante a recedere dai suoi propositi!

Ci vediamo il 1 aprile per sostenere Malika e la sua famiglia a viale Alessandrino 92
CONTRO SFRATTI E SGOMBERI ORGANIZZIAMOCI INSIEME!

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QUANTO ANCORA SI DOVRÀ SOPPORTARE…APPELLO A UNA MOBILITAZIONE ANTISFRATTO

Ancora uno sfratto nel quartiere di Centocelle. Dopo l’infamia della settimana scorsa, quando ad essere sbattuta fuori di casa è stata una famiglia con una ragazza con disabilità riconosciuta al 100%, martedì 8 marzo l’ufficiale giudiziario busserà alla porta di Nella, signora di 88 anni che da sempre vive in via dei Platani. La sua storia merita di essere raccontata, per smontare una volta di più la retorica legalitaria di cui si ammantano i perbenisti de “l’affitto va pagato” e “prima gli italiani”.
Nella aveva un contratto regolare d’affitto, sempre onorato nei lunghi anni in cui ha vissuto nella propria abitazione, malgrado la magra pensione percepita; alla morte del vecchio proprietario di casa sono subentrati i figli che, per interesse economico, hanno deciso di non rinnovare il contratto. Questa signora si trova adesso nella paradossale situazione di non riuscire a trovare un altro posto dove andare, perché troppo anziana per offrire “garanzie” ad eventuali nuovi proprietari, e di continuare a pagare il canone mensile per correttezza e senso del dovere. Il proprietario continua dunque a percepire regolarmente l’affitto, nonostante il contratto scaduto e la ferma e inalterabile decisione di rientrare in possesso dell’immobile.
Ancora una volta, così come è stato per Eleonora e Maddalena e per decine di altri casi, la politica nasconde la testa lasciando che la questione sia sbrigata fra privati, rinfocolando la guerra fra interessi e bisogni: quello di rientrare in possesso dell’abitazione da parte del proprietario di casa contro quello di avere un tetto sopra la testa, di trascorrere serenamente gli anni della vecchiaia. Così, se la settimana scorsa abbiamo dovuto assistere alla vergogna di una persona con gravi problemi di salute gettata in mezzo a una strada – col rischio di un grave attacco epilettico e senza uno straccio di soluzione alternativa –, questa settimana il quartiere potrebbe svegliarsi con l’ennesima militarizzazione delle proprie strade affinché chi sta governando questa città col pugno di ferro possa tirare dritto su una questione sempre più emergenziale come quella abitativa.
Né, come detto, si salva il V Municipio a guida PD del presidente Palmieri, che continua a nascondersi dietro il dito del commissariamento dell’Urbe per mascherare il proprio disinteresse per le questioni sociali del territorio e l’inutilità di stanze e uffici occupati abusivamente da persone che vantano un mandato elettorale e percepiscono uno stipendio per il loro – nullo – operato.
Sappiamo di non avere niente da aspettarci dalle istituzioni a tutti i livelli, ma di poter contare solo sulla nostra forza e sulla giustezza della lotta che portiamo avanti. Per questo rivolgiamo un appello alla città, alle reti solidali, alle realtà di movimento, per venire a esprimere complicità e mutuo supporto MARTEDÌ  8 MARZO dalle h 7 in via dei Platani 110.
Solo imponendolo dal basso, con la concretezza del conflitto, riusciremo a ottenere un blocco degli sfratti sempre meno differibile in una città al collasso, in cui l’interesse privato di speculatori e palazzinari governa tramite prefetti, commissari e agenti dal manganello facile.

STOP SFRATTI SGOMBERI!
SOLO INSIEME È POSSIBILE RESISTERE
ALLA VIOLENZA QUOTIDIANA DI RENDITA E CAPITALE!

Rete antisfratto Roma est

25 Febbraio: all’infamia degli sfratti non c’è mai fine

Questa mattina le solerti forze dell’ordine hanno provveduto a sfrattare un’altra famiglia in via delle Azalee 136, nel quartiere di Centocelle.
L’infamia ha raggiunto, se possibile, nuove vette in quest’ultima occasione: sono state buttate fuori di casa una madre e due figlie, una delle quali ha gravissimi problemi di salute (una disabilità riconosciuta al 100%), per i quali avrebbe bisogno di una soluzione abitativa idonea.
Malgrado i militanti della Rete antisfratto e dei Movimenti per il diritto all’abitare – che hanno animato un partecipatissimo presidio – abbiano fatto presente la situazione e abbiano tentato di ottenere un mese di rinvio per riaprire la trattativa con il Municipio V, malgrado il consulto della neurologa che segue la ragazza che ha confermato la situazione di rischio legata alle sue condizioni di salute, lo sfratto è stato eseguito.
Non sono mancate le provocazioni, come il tentativo di fermare, scaraventandola brutalmente a terra e ammanettandola, una ragazza che stava partecipando al presidio, così come non è mancato la solita prepotenza nel fronteggiare il picchetto.

Dopo aver aspettato l’uscita di casa della famiglia, un numeroso corteo si è mosso verso la sede del V Municipio in via di Torre Annunziata, per costringere il presidente Palmieri e la giunta a prendere posizione sull’accaduto e a trovare una soluzione per le persone buttate senza problemi fuori di casa. L’esponente del PD, il quale – non abbiamo dubbi – continuerà a farsi bello nell’incipiente campagna elettorale della propria gestione solidale e attenta al territorio, si è trincerato dietro la solita risposta della mancanza di poteri e di spazi per l’emergenza abitativa. Le uniche soluzioni proposte sono state ritenute inaccettabili: un centro d’accoglienza fuori Roma del tutto inadatto alle gravi condizioni di salute di Eleonora o la sistemazione della sola ragazza in un centro gestito dalle suore, con l’ulteriore trauma della divisione del nucleo familiare.

DA SOLI E’ IMPOSSIBILE BLOCCARE GLI SFRATTI, INSIEME POSSIAMO RESISTERE!

COMPLICI E SOLIDALI CON ELEONORA E MADDALENA!

Rete Antisfratto Roma Est

 

 

OPPONIAMO LA NOSTRA DETERMINAZIONE ALLA REPRESSIONE! SOLIDARIETÀ A IDA E A SUO MARITO

Oggi, martedì 16 febbraio, è stato eseguito lo sfratto di Ida e di suo marito a via degli Arbusti 4, nel quartiere di Centocelle. Il picchetto solidale, molto partecipato, si è organizzato per resistere davanti al portone dell’abitazione e nelle strade limitrofe, dove ha intercettato molti abitanti del quartiere che hanno espresso solidarietà e sdegno per quanto stava accadendo. La zona era completamente militarizzata: dalle 07:30 erano presenti quattro blindati, diversi defender e volanti, con un carico di decine e decine di poliziotti in assetto antisommossa.

Il presidio, caricato più volte, è stato comunque in grado di rallentare l’esecuzione dello sfratto per un paio d’ore. Solo dopo aver spinto via i solidali presenti davanti all’ingresso del palazzo, dopo aver letteralmente distrutto il portone e divelto la porta di casa, barricata, la polizia è entrata nell’appartamento, in cui Ida e alcuni compagni hanno opposto una fiera resistenza.

L’abitazione è di proprietà di Umberto Pacifici. I suoi figli sono sempre stati presenti, anche con fare provocatorio, durante i precedenti accessi dell’ufficiale giudiziario. Lo stesso è avvenuto oggi.  In particolare il figlio Walter, consigliere eletto al V municipio per il partito dei Fratelli d’Italia, è stato particolarmente attivo nel pretendere che lo sfratto venisse eseguito oggi. Ogni ipotesi di accordo, persino quella che la determinazione dei solidali era riuscita a imporre alle forze dell’ordine (un ulteriore rinvio di un mese) è stata rifiutata da questo squallido politicante.

La giornata, malgrado l’esecuzione dello sfratto, ha avuto il merito di denunciare il dramma dell’emergenza abitativa: il presidio si è mosso in corteo fino a piazza dei Mirti, attraversando il quartiere comunicando l’accaduto ai suoi abitanti.

Negli ultimi mesi l’offensiva del prefetto Tronca e della Questura ha portato all’esecuzione di numerosi sfratti e sgomberi in città, fra cui nel quadrante est quelli di Maksym, Mariam e Najib. Per non parlare delle minacce all’occupazione di Colli Monfortani e a diversi posti occupati dove si pratica conflitto e autogestione. Le istituzioni, dal Comune al Municipio, sono totalmente inutili oltre che disinteressate a trovare una soluzione per queste famiglie che, incolpevolmente morose, sono state buttate in mezzo a una strada.

La determinazione messa in campo oggi vuole essere un chiaro segnale di inversione di tendenza. Non siamo più disposti a tollerare sfratti e sgomberi effettuati nel silenzio e nell’indifferenza più assoluti. Per questo nelle prossime settimane saremo nelle piazze e nelle strade del quartiere per mantenere alta l’attenzione sulla gestione repressiva del problema casa.

DOMENICA 21, dalle h 17, saremo in piazza dei Mirti con un aperitivo solidale, la distribuzione di materiale prodotto dalla Rete antisfratto Roma est e la proiezione dei video realizzati durante alcuni sfratti. Lanciamo inoltre altre due giornate di mobilitazione in occasione dei prossimi sfratti, entrambi a rischio di esecuzione:

  • LUNEDì 22 appuntamento a viale Alessandrino 92 per resistere insieme a Malika e alla sua famiglia;
  • GIOVEDì 25 ci vediamo in via delle Azalee 136 per sostenere Maddalena e Eleonora.

 

DA SOLI È IMPOSSIBILE RESISTERE AGLI SFRATTI, ORGANIZZIAMOCI INSIEME!

STOP SFRATTI E SGOMBERI

                 Rete antisfratto Roma est

Appuntamenti di febbraio e marzo

MARTEDI’ 16 FEBBRAIO

  • Ida e suo marito, via degli Arbusti 4 (Centocelle)

LUNEDI’ 22 FEBBRAIO

  • Malika e la sua famiglia, viale Alessandrino 92 (Alessandrino)

GIOVEDI’ 25 FEBBRAIO

  • Maddalena ed Eleonora, via delle Azalee 136 (Centocelle).

MARTEDI’ 1 MARZO

  • Valentino e Karina, via Aversa 39 (Largo Preneste)

MARTEDI’ 8 MARZO

  • Nella, via dei Platani 110 (Centocelle)

MARTEDI’ 8 MARZO

  • Alessandro e la sua famiglia, via Don Bosco 85

MERCOLEDI’ 9 MARZO

  • Ahmed e la sua famiglia, via Mario Chiri 25 (Collatina)

Passate le feste gabbato lu santu

Quest’ inverno, a Roma, per la prima volta, non è stato attuato il blocco degli sfratti, neppure per le neppure per le categorie protette.
Nel quadrante Est, nel corso degli ultimi giorni, sono stati eseguiti diversi sfratti con l’utilizzo dei celerini.
Diverse famiglie sono state buttate fuori di casa: giovedì 14 gennaio a Torre Maura, lunedì 18 a Torre Gaia, martedì 19 a Largo Preneste. Altri sfratti, invece sono stati rinviati grazie alla presenza di picchetti solidali. La solidarietà ha fatto in modo che nessuno restasse da solo in mezzo ad una strada.
Abbiamo constatato che la questura centrale ha in mano il governo della città e gestisce direttamente la questione sfratti. Non esiste più un governo politico del territorio ma una gestione poliziesca, non esistono più questioni sociali, ma questioni di ordine pubblico.
Le ingenti forze di sicurezza convogliate verso la capitale, in seguito all’emergenza terrorismo, vengono in realtà utilizzate per garantire gli interessi degli speculatori e buttare in mezzo ad una strada chi non riesce a pagare l’affitto.

Il commissario Tronca non occupa a caso la sua poltrona. Quando era prefetto di Milano tentò una
massiccia operazione di sgomberi, fallita grazie alla determinata resistenza popolare. Adesso è stato messo a Roma, che in Italia è la città con il più alto numero di occupazioni abitative, spazi sociali e richieste di sfratto, per normalizzare la situazione. Sta a tutti noi fare fallire i suoi propositi.

Non ci faremo intimorire dalla loro brutalità, continueremo a resistere agli sfratti con sempre maggiore determinazione.

La rete antisfratto è un luogo di incontro di realtà auto­organizzate presenti sul territorio di Roma Est, nato per resistere agli sfratti, a cui tutti possono partecipare. Siamo convinti che l’auto-organizzazione vada estesa a tutti gli ambiti della vita, per costruire un mondo nella catastrofe.

Invitiamo tutte le realtà e le persone solidali a partecipare ai prossimi picchetti:

Martedì 26 gennaio Eleonora e Maddalena, via delle Azalee 136, Centocelle ore 7

Martedì 26 gennaio Valentino e Karina, via Aversa 39, Largo Preneste ore 7

La Rete Antisfratto Roma Est si riunisce ogni giovedì a Bam, via dei Castani 42, alle ore 19.00

sfratti

Appello alla solidarietà lunedi 18 gennaio

Lunedì 18 gennaio l’ufficiale giudiziario andrà a bussare alla porta di

Malika e la sua famiglia

e Najib

per sfrattarli e lasciarli in mezzo alla strada.

Malika e Najib da mesi resistono e si impegnano per difendere sia le loro case sia quelle dei molti e molte altre che vivono nei loro quartieri e si ritrovano nella loro stessa situazione, non potendo più pagare l’affitto.
Sanno bene che la solidarietà è un’arma e per mesi l’hanno sempre utilizzata con determinazione contro chi vorrebbe togliere le case a chi ci vive per darle a chi ci specula anche lasciandole vuote.

Lunedì mattina entrambi rischiano l’esecuzione dello sfratto con la forza pubblica.

Per non lasciarli soli e impedire che questo accada

INVITIAMO TUTTE E TUTTI A VENIRE SOTTO CASA DI

Malika e la sua famiglia, Viale Alessandrino 92 (quartiere Alessandrino)
Najib, Via Augusto Casciani 75 (quartiere Torre Gaia)

lunedì 18 dalle ore 6:00 di mattina

BLOCCHIAMO GLI SFRATTI!
INSIEME SI PUO’ RESISTERE!

Rete Antisfratto Roma Est

fb: reteantisfrattoromaest

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